Le affermazioni
del “segretario” del partito di maggioranza
relativa del centro sinistra che governa
Pitigliano hanno l’amaro sapore di una
involuzione piuttosto che di un avanzamento
spegnendo definitivamente ogni possibilità di
partecipazione politica e pubblica sulle
decisioni creando cosi volutamente, poiché
frutto di personali e non condivise
considerazioni, una contrapposizione con la
segreteria , il direttivo , gli iscritti e gli
elettori che dovrebbero soggiacere nuovamente
alla solita logica ottusa e inquinante di una
ormai nota tattica nell’interesse dei soliti
ma che stavolta oltrepassa i limiti e
raggiunge il suo culmine nel rifiuto e
nell'astensione.
La determinazione
nelle affermazioni e la precisione
dell’obbiettivo che non è certo l’interesse di
quella che sarebbe comunque una candidatura
autorevole e rispettabile non lascia spazio a
nessun’altra interpretazione : è il tripudio
di una nuova figura “il professionista
specializzato degli affari pubblici “ ,
preludio della fine della politica e di un
partito ad opera di un pugno di guardiani
sempre pronti a riverire ,correre e tappare
buchi.
Siamo in presenza
del solito tentativo, di sostituirsi al potere
politico o quantomeno subordinarlo,
condizionando ogni dinamica democratica
.Annullando la partecipazione alle libere
decisioni ai cittadini non resta a quest’ultimi
, impotenti di fronte ad una situazione ormai
degenerata ,l’amara constatazione di
ritrovarsi ancora di fronte ,per l’ ingordigia
di pochi, alla contrapposizione alle liti e
all’inevitabile disgregazione. E’ necessario
porre fine alla degenerazione consociativa
,ricorda la ratio di una legge, ed avviare un
processo democratico che assicuri un
corretto ruolo delle forze politiche alla
guida del paese creando occasioni sistematiche
di confronto e di studio oggettivo dei
problemi, per individuare delle proposte e dei
percorsi democratici che portino a scelte
condivise e partecipate da parte della
cittadinanza.
Ripetuti e
continui appelli ,dal Presidente della
Repubblica al Presidente della Regione ai
nostri dirigenti politici, sollecitano l’opera
di rinnovamento e ringiovanimento del ceto
politico dirigente ,ma tali auspici, se non
si concretizzano con il coraggio di cambiare
rimangono sterili, fini a se stessi ,e si
traducono nel più
chiaro tratto di degenerazione nel segno del
mero tributo alla vieta logica del potere
rendendo impotente e inutile ogni invito al
voto ,alla credibilità e alla partecipazione
i cittadini
La ricorrenza
sistematica di tali comportamenti fanno
pensare ai giovani, alle donne e agli uomini
anche più impegnati che la loro decisione non
conta nulla e che non v’è speranza di futuro
per chi intraprende la strada politica
piuttosto che quella delle solite situazioni
egemoniche che governano da sempre.
Se chi afferma e
fa propri tali principi è veramente sincero e
convinto è giunta l’ora di dimostrarlo nei
fatti ,a testa alta ,in prima linea ,
altrimenti che abbiano almeno la compiacenza
di smettere di mentire ammettendo
pubblicamente che mentre predicano
rinnovamento seminano consapevolmente
diffidenza e repulsione alla politica –
amministrativa perchè questa sia terreno di
pochi e soprattutto dei soliti pochi.
Apprezziamo e
condividiamo infine l’appello di quei giovani
che propongono lo strumento democratico delle
primarie per l’individuazione delle
candidature più idonee cosicché nessuno possa
sentirsi forte e rappresentativo dei lori
interessi ma dubitiamo fortemente che in stato
di potere sopra descritto queste non possano
essere governate ed indotte ricordando che i
processi democratici si costruiscono nel tempo
e sulla fiducia giammai si inventano per magia
d’immediatezza, si esportano o addirittura si
impongono.